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Come ti Intervisto un Pollicino: Anna Francesca Vallone, scrittrice – Pollicino era un grande
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Come ti Intervisto un Pollicino: Anna Francesca Vallone, scrittrice

Con chi parliamo oggi? Si chiama Anna Francesca Vallone ed è una giovane annascrittrice che nasce a Torino nel 1992. Dalla sua pagina Facebook possiamo scoprire che: si è diplomata presso il liceo scientifico E. Majorana e ha studiato Scrittura e Storytelling presso la Scuola Holden. Oggi, insegna scrittura creativa nelle scuole elementari, medie e superiori e ha scritto e diretto diversi cortometraggi. Il suo primo romanzo è quello di cui ci parla oggi “Non lo saprà nessuno” (Aliberti Compagnia Editoriale) che è nato in carta e parole a settembre 2016. Pollicino è sempre interessato ai libri che raccontano emozioni vere, che possano significare qualcosa per chi li legge, quindi ha deciso di fare qualche domanda ad Anna e lei, gentilmente, ha risposto sorridendo.

 


1Come nasce l’idea di “Non lo saprà nessuno”?

Non lo saprà nessuno nasce da una storia di grande sofferenza, una sofferenza per molti versi incompresa dalla gente attorno e un po’ anche dalla protagonista vera e propria, che sarei io. Nasce dal bisogno di comprendersi e far comprendere e dal bisogno di far sentire meno sole quelle ragazze che si trovano a vivere una sofferenza simile. I sentimenti e le emozioni di Bianca sono i miei sentimenti, le mie emozioni, quelle che ho vissuto e che mi è stato tanto difficile spiegare, quelle che mi hanno confuso l’adolescenza fino a trasformarla in qualcosa di patologico, con la necessità di vere e proprie cure, con la sensazione di essere sempre sbagliata e con l’impressione che la felicità fosse qualcosa di troppo difficile da raggiungere.

2Qual è il significato della felicità per Bianca?

Tutta la felicità di Bianca, nessun grammo escluso, dipende da Lisa. Più precisamente, dipende dall’amore che Lisa prova per lei. A sedici anni Bianca crea un rapporto con la sua migliore amica che è in tutto e per tutto dipendente, ma non se ne accorge. Non può accorgersene, a sedici anni non si sa quasi nulla riguardo i sentimenti, non si conoscono etichette, limiti, e ci si chiede spesso quali siano i confini senza riuscire a vederli.

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I sedici anni possono essere il paradiso o l’inferno, oppure inferno e paradiso insieme, come nel caso di Bianca, che vive un’adolescenza infernale ma grazie all’amore di Lisa si sente comunque in paradiso. Bianca è accecata dall’amore, un amore che non ha definizione. Un amore che comincia con l’idealizzazione di Lisa, quella ragazza più grande e così simile al suo idolo, così bella e angelica, e aumenta sempre di più. Bianca sente di essere qualcuno, di esistere, di essere viva, solo se vicino a Lisa. Il suo amore diventa viscerale, fisico, mentale, e annulla se stessa. Non si ricorda nemmeno più chi sia, non sa in realtà se sia davvero qualcuno. Il suo sinonimo di felicità è Lisa. Dal canto suo, anche Lisa instaura una relazione dipendente con Bianca, che incarna tutto l’affetto che non ha mai ricevuto e il potere che non ha mai avuto. Le due si amano, ripeto, di un amore senza definizione. Si amano e basta, ed è un amore pericoloso, ma nessuna delle due lo sa.

3Rispetto all’identità sessuale Bianca ci mostra tutta la sua confusione, a qualcuno potrebbe sembrare strano sia possibile essere così incerti, ma la vita ci dice spesso altro. Raccontandoci la confusione della tua Bianca, la definiresti reale?

Certo. Soprattutto se ci si trova in una fase della vita in cui non si ha ancora mai amato davvero nessun ragazzo, dove l’unica esperienza ricevuta è un primo bacio nemmeno troppo lungo, che bisogna ancora decidere se ci sia piaciuto o no. È proprio in quella fase della vita che Bianca incontra Lisa, la stessa fase in cui io incontrai una determinata ragazza. Oggi posso dire che ne fossi innamorata, ma gli amori non sono tutti uguali, dipendono dalla persona, dipendono dall’età. Ci ho messo anni per capire che il mio primo amore è stato una donna, anni per ammetterlo, anni per capire perché. Ma poi l’ho capito, e l’ho accettato. Anzi, quest’idea oggi mi fa anche sorridere. La verità è che siamo dei ramoscelli in balia del vento, lo siamo sempre, ma a maggior ragione a quell’età. Quando anche io, come Bianca, ho visto quella ragazza sulla spiaggia, il vento ha tirato tutto di là. E i motivi si possono analizzare per una vita, li ho analizzati per anni. Resta sempre qualcosa che non può essere capito davvero, ed è meglio così. Si può essere confusi, e credo che a una certa età sia un bene esserlo, che quasi bisogni esserlo, che non si abbia per niente l’obbligo di prendere una strada sola perché è quella che ci viene detto di seguire. Bianca alla fine fa una scelta, ma la fa basandosi sulla sua vita, su quello che ha vissuto, la fa con cognizione di causa, la fa perché ha vissuto. E vivere è anche confusione.

4In cosa Bianca e Lisa potrebbero essere definite vicine a Pollicino?

Bianca e Lisa sono delle Pollicine. Loro hanno a che fare con famiglie difficili, famiglie in cui vengono abbandonate o maltrattate soprattutto dalla figura paterna, che non agisce così per mancanza di soldi, come accade per Pollicino, ma per mancanza di sentimenti, di amore, o della capacità di dimostrarli. Tutti i tentativi che loro mettono in atto per sopravvivere alla mancanza d’amore sono come i sassolini di Pollicino, come le sue briciole che vengono mangiate dagli uccelli. Loro arrancano, si aggrappano l’una all’altra, si ingannano addirittura. Sono violate, insicure. 

5Contro quale Orco combattono le due ragazze? E  qual’è l’arma segreta che pensi possa funzionare per avere la meglio sul dolore e la confusione di queste giovani donne?

La solitudine è l’orco contro cui combattono. Sono persone rimaste sole in un’età in cui la solitudine si presenta davvero come un orco pericoloso. E anche loro, come Pollicino, cercano di ingannarlo. Restano attaccate mentalmente e fisicamente l’una all’altra, convinte che questo basterà a farle sopravvivere. Io credo fermamente che Bianca abbia fatto tutto quello che era nelle sue possibilità, è un personaggio che amo perché ha avuto il coraggio di combattere le propria confusione e il proprio dolore con tutte le sue forze. È questo che mi sentirei di consigliare alle giovani donne. Non abbiamo armi segrete che possano evitarci il dolore, né armature abbastanza forti da non permettere di farci ferire. L’unica arma che possiamo utilizzare per salvarci è il coraggio. Bisogna avere il coraggio di osare, di guardarsi dentro, di accettarsi, di combattere la confusione che alberga nella mente con ogni mezzo possibile. Solo così forse si arriva ad essere ciò che di più vicino è a noi stesse.

Pollicino ringrazia Anna Francesca per lo spazio e le riflessioni che ci ha regalato. Sono moltissimi i giovani che fanno fatica a trovarsi e che vivono con sofferenza la confusione in cui si trovano immersi. Dargli la possibilità di riconoscersi in un libro, in un personaggio è uno dei modi per aiutarli a trovare la strada. Anche accettando che possa accadere, nella vita, qualcosa di coinvolgente, di forte, a cui non sempre è possibile trovare un nome. Eppure queste emozioni restano personali e fondamentali se le si accettano, raccontano, trasformano in quello che siamo.

Per saperne di piùPuoi trovare il libro semplicemente  in libreria o  nelle classiche librerie online.  Ma se vuoi qualche informazione in più, ne trovi diverse, complete di recensioni, sul sito della casa editrice  Aliberti Compagnia Editoriale in questa pagina: Non lo Saprà Nessuno

Se vuoi restare in contatto con Anna Francesca questa è la sua pagina su Facebook: Anna Francesca Vallone

Marzia Cikada
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