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Come ti Intervisto un Pollicino: Paolo Mai, Maestro da Bosco – Pollicino era un grande
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Come ti Intervisto un Pollicino: Paolo Mai, Maestro da Bosco

Con chi parliamo oggi? Si chiama Paolo Mai, maestro, sognatore. Dopo anni nel mondo dell’educazione per i più piccoli, con L’Emilio casilohe riunisce l’esperienza di un nido e di una scuola dell’infanzia,  il sogno di Paolo incontra quello di altri sognatori e nel 2014 nasce il progetto “Asilo nel Bosco”. Siamo a Ostia (Roma). La realizzazione di questo progetto, incontra entusiasmi, voglia di unire le voci che arrivano anche da altre parti di Italia e l’Asilo non solo funziona, ma cresce. Il suo modello educativo e le sue energie attraggono l’attenzione di genitori, associazioni e non solo. Di cosa si tratta? Ce lo racconta direttamente Paolo.

 


1Ci racconti come nasce il progetto dell’Asilo nel Bosco?

Nasce dalla volontà comune di un gruppo di educatori di seguire un sogno, il sogno di creare una scuola dove i bambini crescano felicemente e apprendano seguendo le proprie passioni e coltivando i propri talenti. Ormai la scienza ci dice chiaramente che i processi di apprendimento si attivano efficacemente allorquando ci appassioniamo e ci emozioniamo. In Francia per dire “Imparare a memoria” usano la frase “apprendre por coeur”, apprendere con il cuore, l’etimo della parola “Ricordare” è cor-cordis che significa cuore. Non possiamo continuare a considerare i pargoli come vasi da riempire senza tenere conto dei loro interessi e delle loro emozioni. Non funziona. Quasi tutti usciamo da scuola con un bagaglio di conoscenze abbastanza irrisorio soprattutto in relazione al tempo che trascorriamo dietro ad un banco. Pochissimi escono dalla scuola con quella sete di conoscenza così importante per lo sviluppo individuale e sociale. Questo accade perché in fase di progettazione pedagogica non teniamo conto dell’individualità di chi la scuola la frequenta con l’assurda pretesa che tutti si uniformino intorno a parametri standard che non hanno senso, se è vero come dice il ministero nelle indicazioni per il curricolo che i bambini sono esseri unici e irripetibili. La scuola che abbiamo in mente non si occupa solo dell’aspetto cognitivo e costruisce sentieri individuali per ciascun bambino stimolando parallelamente la capacità di lavorare insieme. Nella scuola che abbiamo in mente e che stiamo realizzando non ci sono giudizi, voti o pagelle, vogliamo che i piccoli imparino per il gusto di apprendere e non per far contenti maestri e genitori.

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Foto dalla Pagina Facebook

Viviamo in un’epoca caratterizzata da un sentimento comune di impotenza che blocca la capacità di coltivare i propri sogni, lo status quo sembra immodificabile e il seguire un’utopia così  importante per camminare verso un orizzonte bello ma lontano è considerata una perdita di tempo. La cosa poco saggia secondo me è trascurare la bellezza del cammino focalizzandosi solo sulla meta e questa distanza dall’obiettivo in qualche maniera scoraggia il mettersi in marcia creando un certo immobilismo che mal si sposa con una situazione che reclama invece un cambiamento. I disastri della scuola sono sotto gli occhi di tutti, le statistiche e le ricerche delineano un quadro preoccupante e fermarsi alla critica senza immaginare e dare vita ad azioni concrete è un lusso che non possiamo permetterci. L’educazione è stato sempre uno strumento con cui chi detiene il potere ha guidato il comportamento della società civile ed è arrivato il momento in cui la comunità deve riappropriarsi della scuola e metterla al servizio dei bambini e della costruzione di una società più umana.

Ecco questa è la nostra utopia e siamo in marcia verso di lei convinti che i semi che stiamo diffondendo presto saranno frutti saporitissimi e nel mentre ci godiamo la gioia dei nostri bambini.

2E dal sogno dell’Asilo quest’anno è nata anche la Scuola nel bosco, come sta andando?

Siamo molto felici per due motivi principali. Il primo è che i 15 bambini che hanno partecipato a questo progetto stanno crescendo bene, sia dal punto di vista relazionale ed emozionale, sia nel raggiungimento delle competenze più propriamente curricolari. Il dato su cui tutti dovremo riflettere è che lo fanno dedicando un’ora al giorno allo svolgimento di quello che viene erroneamente chiamato il programma. Lo fanno in cerchio partecipando attivamente e non attraverso una lezione frontale e questo rende più efficace il processo. Il resto della giornata lavorano facendo esperienze ricche e stimolanti spesso in contesti extrascolastici come il museo, la biblioteca, il teatro, gli scavi archeologici, il bosco , la bottega di un artigiano ecc ecc. L’arte è un’esperienza quotidiana, la pittura, il teatro, la musica sono attività che permettono loro di crescere armoniosamente al di fuori di quella gabbia che è la suddivisione dell’apprendimento in materie. Fanno diverse esperienze in natura e si occupano degli animali della fattoria. Insomma possiamo dire che la loro quotidianità è ricca ed appassionante e che non solo imparano ma mantengono vivo “il tarlo della curiosità” per usare un’espressione che il ministero adopera nell’introduzione alle Indicazioni Nazionali per il curricolo.

L’altra cosa che ci rende felici ed orgogliosi è che questo progetto sia all’interno della scuola pubblica. Abbiamo trovato una dirigente coraggiosa e appassionata e insieme mi sento di dire stiamo costruendo un nuovo paradigma educativo accessibile a tutti.

3Quali sono le basi su cui avete costruito il vostro modello educativo ?

Beh la prima cosa che mi piace chiarire è che non pensiamo che il nostro modello sia valido in tutti i tempi e in tutti i luoghi. Lo consideriamo semplicemente la maniera migliore di rispondere ai bisogni dei bambini del 2016 che vivono ad Ostia Antica. L’altra cosa a cui teniamo molto è che nella nostra scuola sventolano diverse bandiere e non c’è un modello pedagogico del passato che applichiamo rigidamente. Le influenze sul nostro agire del metodo Montessori, della pedagogia Waldorf, dell’educazione libertaria o della ludopedagogia sono evidenti ma non sono solo loro. Siamo sempre aperti e curiosi dinanzi ad idee che ci appassionano e cosi’ sono tanti i modelli che seguiamo, oltre a quelli citati amiamo Paulo Freire, Ivan Ilich, Franco Lorenzoni, Gianfranco Zavalloni, Mario Lodi e tanti altri e sono poi i bambini a dirci se le proposte che facciamo sono quelle giuste.

Detto questo le basi del nostro progetto sono: l’educazione all’aria aperta, la centralità della relazione e delle emozioni, l’esperienza diretta come strumento di apprendimento, la partecipazione e il lavoro con genitori, le intelligenze multiple, la pedagogia dei talenti, la maieutica come strumento operativo e il fatto che tutti noi siamo persone appassionate del nostro lavoro e confidiamo di trasferire questa energia ai nostri piccoli. Trovate tutto comunque nel nostro modello educativo che abbiamo messo tra le note della pagina facebook.

4Domanda, in che misura ti senti vicino a Pollicino ?

Beh mi sento Pollicino perché mi sento vittima di una grande ingiustizia, lo stato, come la mamma e il papà del nostro eroe, ci ha abbandonato costruendo una scuola che non fa gli interessi dei bambini e degli operatori ma quelli di chi ha convenienza che dalla scuola escano consumatori acritici e poco più. Mi sento Pollicino perché non mi rassegno all’ingiustizia e semino sassolini che sono certo ci riporteranno, col tempo che ci vuole, a ristabilire la giustizia. Infine mi sento vicino a Pollicino perché ho dei fratelli accanto a me e questo rende tutto più bello.

5Contro quale Orco combatti e qual’è l’arma segreta che pensi possa funzionare per avere la meglio?

Credo che l’orco non sia solo in questa storia, uno è sicuramente la classe politica che ci usurpa del diritto fondamentale ad un’educazione libera e a misura di bambino. Un altro è il sentimento del “Non si può“ che ha nutrito tanta gente e che li costringe per dirla alla Neruda ”a morire lentamente” e a perdersi la bellezza di questo viaggio. E’ un orco terribile anche la paura che guida i nostri comportamenti. L’arma che utilizziamo non è segreta e si chiama amore. L’amore abbinato al coraggio di sfidare l’esistente per inseguire l’utopia è alla portata di tutti e garantirà a tutti noi non solo l’auspicabile cambiamento nella scuola ma anche la piena espressione della nostra umanità, che è un tesoro immenso che spesso non vediamo.

Pollicino ringrazia Paolo e tutte le anime belle dell’Asilo nel Bosco, educatori, bambini e altri esseri viventi presenti, sempre pronti a regalare una nuova esperienza e una gradevole accoglienza.

 

Per saperne di piùL’Asilo nel Bosco è sempre pronto ad accogliere sognatori, maestri e genitori interessati, se avete domande potete farle qui:  Pagina Fb : L’asilo nel bosco  o cercare le informazioni che cercate sul SITO WEB: www.asilonelbosco.com

E’ possibile anche acquistare il Libro +DVD “L’Asilo nel Bosco. Un nuovo paradigma educativo” ed Tlön, che racconta l’esperienza dell’Asilo, Emilio e Associazione Manes, nei vari siti di vendita libri online.

Marzia Cikada
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