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Il Drago Invisibile (2016) – Pollicino era un grande
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Il Drago Invisibile (2016)

Se tu una cosa non la vedi, non è detto che non ci sia

Se passi la vita vedendo solo ciò che hai davanti al naso, ti perdi tante cose.

  Mr Meacham (Robert Redford)

locandinapg3Ricordo ancora molto bene il vecchio Elliot il drago invisibile (1977) film Disney che con tecnica mista, mixava disegni,  persone e qualche musica e parlava della storia di amicizia di Elliot, il drago verde e buono, con un bambino bisognoso del suo aiuto. Credo, con una certa sicurezza, che ancora molti bambini si emozionino guardandolo e mi auguro non pochi adulti. I temi allora, l’attenzione ai bambini, l’integrazione, il giudizio erano un poco diversi ma comunque toccavano dove era bene toccare con grande delicatezza. Oggi, come è possibile vedere con facilità,  più che fare si rifà e non sempre questo fa bene al cinema. Eppure, tra le esperienze meno riuscite di film che rimettono in scena altri film, Il Drago Invisibile, sempre della Disney, per la regia di David Lowery è una bella produzione, un prodotto riuscito, una favola che sa il fatto suo.

Trama. Pete è l’unico che si salva da un incidente d’auto con i genitori. Pete ha cinque anni e a salvarlo, dall’oscurità e dai predatori che incontra nel bosco dove sono finiti, è un enorme drago verde che chiamerà Elliott come il protagonista del libro che gli rimane come ricordo della sua famiglia perduta. Il Drago, che ha il potere di diventare invisibile, lo cresce con sé fino a quando il bimbo incontrerà di nuovo, sei anni dopo, il mondo degli umani e, tra buoni e cattivi, ne scoprirà la bellezza e la crudeltà. La bontà sarà Grace (Bryce Dallas Howard) guardia forestale che lo adotterà,  il padre di lei  Mr. Meacham (Robert Redford) che con le sue storie ha sempre affascinato i bambini della zona, una nuova amica Nathalie con cui scoprire il bello del gioco con un simile e la tenerezza di una amicizia fraterna La cattiveria sarà quella di chi vuole distruggere, catturare Elliott  senza nessuna cura per  la sua vita, i sentimenti di Pete, la natura tutta.

Uno scontro tra la natura e la civilizzazione che in alcuni punti ricorda le avventure di Mowgli (e se vogliamo parlare del film, Il Libro della Giungla è bene che i bambini continuino ad amarlo come cartone del 1967 e non nella brutta e impoverente versione “da vivi” del 2016), ma che ci parla anche di fede. La fede che i bambini hanno e molto spesso, se non si fa attenzione, da grandi si perde. La fede che è la voglia di credere che possa esistere la bontà e la salvezza in un mondo che crolla, come alberi tagliati da un taglialegna senza cura.

Elliott e Pete emozionano con il loro legame, il loro proteggersi l’una l’altro ma anche con la loro matura capacità di capire come trasformare il loro legame man mano che cambiano le necessità dei due. Un invito a vedere la magia della vita e a permetterle di colorare il grigiore di tante esistenze. Il film invita anche a dare fiducia alla famiglia, non solo quella che nasce biologica con noi, ma quella che possiamo costruire con chi amiamo, legando insieme il filo delle narrazioni di ognuno per raccontare una nuova e più forte storia comune, come accade a Pete che costruirà la sua nuova famiglia incontrandone altre.

Certamente, il film racconta anche un’altra storia, fatta di metafore e temi cari alla psicologa. La storia di un trauma devastante (la morte terribile dei genitori) che scuote talmente il piccolo Pete che per sopravvivere in una vita che non vuole abbandonare crea un amico, invisibile e verde, che si prenda cura di lui e di cui non può fare a meno per mantenersi vivo. Il mondo, lo sappiamo, queste cose capita le chiami visioni, follie e faccia spesso di tutto per abbatterle come alberi ingombranti, proprio come capita vogliano fare catturando il buon Drago Elliott. Ma non sono tutti bruti alla stessa maniera, ci sono persone gentili che riescono, forse richiamati da un legame nel dolore che si trova spesso sotto le azioni, a vedere il potere di certe amicizie invisibili, le accettano e se ne prendono cura, fino a quanto non arriva naturalmente il momento di lasciarle volare libere per conto proprio. Per Pete il momento è quando riconosce il suo bisogno di affetto, di famiglia, di accoglienza in una casa e arriva ad avere fede nelle intenzioni di Grace e della sua nuova famiglia. Allora, potrà crescere senza Elliott. Ma mai completamente. Il Drago invisibile agli occhi di chi non crede, sarà sempre un compagno di strada per chi saprà cercarlo intorno a sé.

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Marzia Cikada
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