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Cosa NON è un Bambino – Pollicino era un grande
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Cosa NON è un Bambino

Il genitore deve resistere all’impulso di cercare di costruire il figlio che lui vorrebbe avere, e aiutarlo invece a sviluppare appieno, secondo i suoi ritmi, le sue potenzialità, a diventare quello che lui vuole essere, in armonia con al sua dotazione naturale e come risultante della sua individualissima storia.
Bruno Bettelheim, Un genitore quasi perfetto

Quando nasce un bambino tutti danno consigli. I genitori raramente sono lasciati soli  a scoprire la trasformazione che hanno appena vissuta. Quando nasce un bambino anche i passanti sembrano saperla lunga, indicano, chiedono, toccano. Un bambino arriva come un dono per la Comunità tutta, con quello che questo significa. Per molti genitori questo può significare riscatto, di colpo non si è più soli e invisibili. Si ha un peso. Si è madre o padre. Nella propria famiglia di origine un bambino porta sempre dei cambiamenti nello status del genitore, con una riorganizzazione generale. Questo è un fatto.

Mentre si impara ad educare, prendersi cura, fare spazio al proprio cucciolo, i genitori incontrano sempre qualcuno pronti ad illuminarli su come o come non fare le cose. Genitori ora nonni, fratelli, amici, le altre mamme e i papà che si incontrano per strada, al parco, dal pediatra, i medici, i professionisti, chi parla dalla TV. Tutti sembrano avere le idee chiare, tranne i neo-genitori. Questo è un altro fatto.

Ma crescere un bambino rappresenta una grande meraviglia, una sfida, una faticosa strada verso se stessi prima che verso il bimbo stesso. Perchè bisogna conoscersi un po’ per poter accompagnare una altra creatura all’autonomia e al diventare a sua volta adulto. Mentre si educa un bambino si sceglie continuamente un modello che farà parte della sua vita, i gesti diventano esempi, il tono della voce, le movenze, le regole che si deciderà di far rispettare. Tutto concorre a fare del bambino un adulto futuro. Sarebbe bene nutrirli di regole ma anche di felicità e libertà. Anche della libertà di sbagliare, di farsi male, di imparare dall’esperienza viva, personale. Nessuna protezione eccessiva dal mondo in cui sono infilati dentro sarà la migliore tutela perchè vivano la loro avventura. Facendo attenzione che non scelgano pericoli più grandi di loro, dargli il permesso di sbucciarsi qualche ginocchio è sempre una buona idea.

I bambini vanno preparati a trovare la loro strada, ma proprio perchè loro devono inventarla per conto proprio, in autonomia, è bene ricordarsi non solo cosa i bambini sono, ma anche cosa non sono.

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NON sono degli ADULTI

I bambini non sono degli adulti. Devono avere delle responsabilità giuste per la loro età. Non devono vivere lo stress dell’adulto per scelte che non gli dovrebbero competere. Non possono decidere cose più grandi di loro senza finire con il sacrificare una parte del loro essere bambini. Non si può chiedere a loro se si deve divorziare, avere un fratellino, cambiare casa, fare le pulizie, quale sia il genitore che deve lasciare casa. Informarli e ascoltarli, anche sentire il loro parere è importante, ma non diamo a loro i pesi che sono degli adulti.

NON crescono bene senza il tuo RISPETTO

Se non diamo rispetto ai bambini, se non li facciamo sentire visti come esseri viventi dignitosi, imparano a farsi invisibili o a guadagnarsi attenzioni in modi anche infelici. Rispettare il bambino significa accompagnarli nelle loro battaglie, anche con le scarpe da infilare, osservarli mentre lottano con la giacca a vento, con le scale senza farlo al posto loro. Rispettare la loro rabbia, la loro tristezza per il giochino che si  è rotto, anche se il giochino è un rotolo vuoto della carta igienica. Dal rispetto nasce la comprensione del loro mondo, da un semplice rotolo di carta rotto potremmo scoprire cosa sta provando per qualcosa di più grande, che non gli è stato permesso di provare (come un lutto in famiglia, una litigata tra i genitori, la gelosia per un nuovo arrivato).

NON sono IDEALI, né DIVINITÀ di bassa statura

I bambini non sono mai perfetti, proprio come gli adulti. Lo sono a modo loro, proprio come gli adulti, nelle loro speciali imperfezioni. Trattarli come se fossero creature ideali, oltremisura superiori agli altri, non è sano per la loro crescita. Sarebbe bene far rispettare gli adulti che cercano di educarli, collaborando con loro. Invece sono all’ordine del giorno le storie di insegnanti ( per esempio), che vengono ripresi dai genitori perchè hanno criticato i ragazzi. I bambini che vengono nutriti di competizione, di pane e “tu sei il migliore” potrebbero soffrire molto delle aspettative degli altri, crescendo più fragili di quanto non si pensi. Nello sport come a scuola, bisogna seguire il ragazzo secondo le sue capacità e la sua natura, senza rendere stressante anche una partita a pallone con gli amici.

NON sono TUTTA la tua vita

Un genitore non diventa genitore e poi niente più. Un genitore è anche un adulto con sogni, aspirazioni, hobby, passioni. Sarebbe sempre auspicabile che un genitore non dimentichi se stesso facendo e pensandosi solo in quanto genitore. Curare degli spazi personali, tenere vive delle passioni, dei momenti senza i bambini,da soli come in coppia, potrà fare del bene al bambino stesso che potrà godere di un adulto soddisfatto e maggiormente  felice. L’esempio potrebbe essere positivo anche per la sua crescita, imparando sua volta ad inseguire i suoi sogni. Certamente sempre con la chiara responsabilità di padre/madre. Perchè amare i bambini non significa piegare tutte le necessità dell’adulto a quelle del bambino.

NON hanno bisogno si scelga SEMPRE al posto loro

I bambini da prestissimo imparano ad avere una loro personale idea di cosa gli piace e cosa no, amano provarsi con sfide sempre più grandi ma hanno bisogno dell’aiuto di un adulto all’inizio. L’aiuto però non deve essere FARE LE COSE AL POSTO DEL BAMBINO. Dalla vestizione, all’autonomia del vasino, ai compiti a scuola molti genitori per aiutare i bambini li rallentano nella loro possibilità di essere autonomi, mentre lasciargli fare anche le piccole cose può essere un principio importante per rinforzare autonomia e autostima di bambini tutt’altro che incapaci.

NON sono la tua seconda OCCASIONE

Quando nasce un bambino si porta dietro tutta una serie di aspettative. Lo aspettano in culla, ne è circondato. Molte di queste sono il suo mandato familiare, quello che i suoi genitori si aspettano lui farà per la sua famiglia, per loro. Si laureerà in medicina, farà il giornalista, viaggerà come non si mai potuto fare, non farà figli troppo tardi o troppo presto, sarà uno sciupafemmine, sarà una principessa….e via di seguito. Capita che si desideri finiscano quanto non si è riusciti a terminare, che si ripeta ogni giorno “tu sarai un avvocato, perchè la tua mamma non ha potuto” senza pensare che magari il talento del bambino sia in cucina o in palestra o in sala operatoria. I bambini hanno sogni tutti loro da realizzare, non possono perdere tempo e vita con i quelli degli adulti. Fare attenzione a non limitare le loro possibilità, anche se sempre per affetto, è un grande gesto di amore.

Pollicino: Quello che i Bambini NON sono

L’Orco: L’amore che a voler vedere il bene del bambino, finisce con il perdersi il bambino.

L’arma segreta: Ascolto e attenzione

 

Marzia Cikada

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