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Thanks for Sharing (Tentazioni Irrisistibili) 2012 – Pollicino era un grande
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Thanks for Sharing (Tentazioni Irrisistibili) 2012

Per quante cose tu sappia, per quante cose tu pensi, per quanto tu ordisca e trami e architetti, non sei mai al di sopra del sesso.
Philip Roth 

 

Poster Thanks for SharingParlare di dipendenza sessuale non è facile, di facile c’è solo la battuta che viene in mente, le immagini da giornaletto, le banalità sul tema. Quindi figuriamoci farne una commedia. Eppure il regista Stuart Blumberg ci ha provato, offrendo la possibilità di guardare a questo tema in maniera fresca, semplice. Il titolo, quello originale, riprende una delle frasi di rito dei gruppi di sesso-dipendenti, “Grazie per la condivisione” che viene detto quanto un membro del gruppo racconta agli altri quello che gli accade o le sue emozioni rispetto al problema comune, in italiano viene sacrificato il tutto per un banale “Tentazioni Irresistibili” ma lasciamo stare. Il cast è buono, e tra  una storia e l’altra, capita anche di riuscire a ragionare su quante piccole fatiche debba fare chi vive un problema di dipendenza dal sesso e quindi, vede in ogni corpo, odore, movimento una tentazione che porta sofferenza e difficoltà, perché l’impulso porta a fare scelte e azioni che mettono in pericolo, quando non lacerano e allontanano, relazioni anche importanti, occasioni di lavoro, serenità familiare.

Il film prende tre personaggi a tre stadi diversi della loro dipendenza, uno l’ha superata da decenni e vive come sponsor per gli altri, uno è “fuori” dal momento critico ma alle prese con la ripresa di una vita “normale”, la creazione di una coppia nuova, il mettersi alla prova più delicato, e l’altro, il più giovane, è un ragazzo di 28 anni con una relazione con la madre a dir poco impegnativa e piuttosto patologica, che si trova ancora combattuto sul prendere parte seriamente e consapevolmente alla sfida per uscire dalla sua dipendenza, che gli è costata anche il lavoro (come infermiere riprendeva sotto la gonna di una collega) o restare in balia di desiderio di masturbazione e dolciumi. Durante il film, si comprende la complessità della dipendenza, resa, come dicevamo, meno comprensibile a chi non ne è attore. Un dialogo molto interessante tra Adam e la donna di cui si sta innamorando, Phoebe, al momento della “confessione” della propria dipendenza ci da modo di capirne uno degli aspetti:

“Ho frequentato un centro di recupero per 5 anni.”

“Per cosa?”

“Sesso-dipendenza.”

“Che cosa? Esiste davvero? Non è una quelle stupide scuse che gli uomini ti inventano quando scopri che ti tradiscono?”

“No, non è una scusa, è una malattia”

“Non riesco a capire perchè tu non me l’hai detto. Io ti ho detto subito che avevo avuto il cancro, tu invece…”

“Perché è diverso….è come un marchio”

“Il cancro non è un marchio?”

“Il Cancro induce empatia, quello che ho avuto io soltanto giudizi”

Dialogo tra Adam e Phoebe ( Mark Ruffalo e Gwyneth Paltrow)

I toni anche drammatici delle storie, danno una visione ricca del problema dipendenza, toccando i temi delle relazioni familiari, delle cicatrici che determinate condotte creano nelle relazioni importanti, con compagni e figli. Il tema delle relazioni, quanto sia complesso vivere sia con una dipendenza che con qualcuno che l’abbia vissuta o la viva sulla sua pelle, è centrale. Così come, allo stesso tempo, uno sguardo intenerito rispetto al fatto che ognuno può trovarsi in un momento di vulnerabilità, può manifestare comportamenti di dipendenza o compulsione, che sia legata a sostanze ma anche allo sport, all’alimentazione, al controllo della propria vita. Certo si fa molto riferimento al programma dei dodici passi, utilizzato e nato dagli alcolisti anonimi, dando risalto al bisogno e al potere del dire “mi dispiace”  ma sottolineando soprattutto il potere del gruppo, del sostegno e di relazioni positive come l’amicizia. Insomma, un film interessante che unisce gli aspetti della commedia a più forti spunti drammatici su un tema importante come la dipendenza da sesso e la fatica di riprendere le relazioni normalmente sentendosi sempre degli ex dipendenti.

Pollicino:  Il sesso-dipendente alle prese con la sua dipendenza

L’Orco : La difficoltà di affrontare il mondo da soli, sostenendo le tentazioni

L’arma segreta : La forza del gruppo, il sostegno dei cari, l’amicizia e il mettersi in gioco

Marzia Cikada

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