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Lo Stupore Quotidiano. Creare spazio alla sorpresa per Adulti e Bambini. – Pollicino era un grande
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Lo Stupore Quotidiano. Creare spazio alla sorpresa per Adulti e Bambini.

Lo stupore è la molla di ogni scoperta. Infatti,
esso è commozione davanti all’irrazionale.
Cesare Pavese

Proviamo a pensare alla scossa che provoca la sensazione di stupore. O alle volte che qualcuno intorno a noi ha gridato   “Sorpresa!”. Essere stupiti nutre il nostro benessere, il nostro vivere vigili e presenti nel mondo. Non solo la sorpresa di una festa che non ci si aspettava, ma le piccole sorprese quotidiane, lo stupore del nuovo e sconosciuto che si apre a noi, si manifesta  in un gesto mai visto, dando vita ad una nuova fiammella di interesse. Lo stupore salva dal dar tutto per scontato, salva le relazioni, i matrimoni, i patti, le carriere scolastiche. E’ un inno alla creatività, mantiene vivo il desiderio di conoscere, non ci permette di poltrire immobili mentre il mondo ci scorre intorno. Ci obbliga a prendere posizione, ci spinge fuori dai nostri limiti, ci presenta al mondo e ci presenta il mondo sempre nuovo.

Lo stupore è una potente arma anche nella stanza di terapia, si accende al suono dei “non ci avevo pensato” che illuminano momenti bui, spalanca finestre su paesaggi interiori pieni di meraviglia, connette nuovi colori con nuovi occhi, smuove emozioni piacevoli, ricche di sfumature, rinnova l’entusiasmo per l’avventura quotidiana. Viviamo immersi in informazioni velocissime, per gli adulti coltivare lo stupore è una sfida personale che non sembra si accetta con facilità. Nella pratica clinica, si manifesta come la meraviglia di potersi riprendere o di potersi inventare quanto messo da parte o non ritenuto consono da quello che si era deciso, o si era accettato come scelto da altri,  dover essere il proprio modo di stare al mondo. Segna un passaggio, un momento creativo di trasformazione, di messa da parte di un vecchio modo, non più funzionale, di manifestarsi e l’esperienza di una nuova occasione, che pure spaventa, in quanto nuova, ma anche riempie di speranza e possibilità.

 Ma, restare incantati, meravigliarsi tanto da voler conoscere o riconoscere il mondo è un impegno che costa fatica, se pensiamo a quanto poco spazio viene lasciato per la meraviglia, quella stessa “meraviglia” di cui parlava anche Aristotele come motore del pensiero filosofico. Ma, seppure oggi tutto sembra antico, come se potessimo soltanto, con il massimo sforzo, rimescolare ingredienti vecchi, è possibile meravigliarsi e sperimentare lo stupore ancora mille e mille volte. Basta uscire da quanto è preconfezionato e guardare intorno piccole e meno piccole azioni fantastiche di cui siamo accerchiati, inconsapevolmente.

Perchè lo stupore, venato dalla paura del nuovo, scopre in questo un potenziale e lo trasforma, grazie alla curiosità e alle capacità del pensiero, in una creazione soggettiva, in una possibilità, in una esperienza e in un apprendimento nuovo. Siamo abituati a cristallizzare i nostri modi di essere, persino i nostri gusti, il nuovo ci spaventa anche nei gusti della pizza che ordiniamo o nella strada da fare tornando dal lavoro, eppure, sono i piccoli strappi alle regole che ci auto-imponiamo ad aprirci strade nuove e possibili nuovi apprendimenti, altri modi di affrontare il nostro mondo. Diventando parte di quello che viviamo, permettendoci di fare esperienze diverse, senza necessariamente buttare tutto all’aria ma anche solo facendo attenzione ai particolari, possiamo attuare vere e proprie rivoluzioni interiori. Dedicare del tempo a cose insolite, per noi, magari anche impensabili per la nostra idea di noi stessi, può trasformarsi un una possibilità totale di cambiamento e rivitalizzazione del nostro senso dello stupore.

Scriveva sullo stupore un pensatore come Albert Einstein:
” Se non sei in grado di provare né stupore né sorpresa sei per così dire morto, i tuoi occhi sono spenti”

Anche la scienza ci dice che il cervello stimolato dallo stupire ne giova, si mette in azione e impara a sfruttare il suo potenziale in maniera soddisfacente e creativa. E se questo accade negli adulti, come comportarci con i più piccoli? Cosa dire sui bambini? Salta subito agli occhi che, seppure siamo in un momento storico dove strumenti, molte di informazioni e tecniche di apprendimento sono perfezionate e organizzate, ricche di spunti, razionali e scientificamente provate, non ci sono mai stati tanti problemi nelle scuole  come negli ultimi anni. E’ solo perchè adesso facciamo più caso ad eventuali disturbi dell’apprendimento o ai bisogni speciali dei ragazzi? Oppure? Potrebbero esserci risposte più semplici a questo momento di difficoltà nella crescita dei bambini?

Un blog e un libro da consigliare per chi educa e lavora con i bambini è quello di Catherine L’Ecuyer, autrice di “Educare allo stupore” (ed. Ultra, 2013).  L’autrice, canadese ormai adottata spagnola, affronta il tema dell’educazione allo stupore partendo dal contesto in cui i bambini crescono, un mondo frenetico, dove tutto viene programmato, organizzato, dove i tempi sono veloci, gli stimoli continui, le scadenze e i passi da fare sono estremante ben spiegati e definiti.  L’Ecuyer fa notare come, invece, Il fulcro dei bambini, e quindi il loro desiderio di creatività e conoscenza, è intangibile, emotivo. Le troppe spiegazioni, date sempre con attenzione, prima che possano mai esperire da soli, soffocano la possibilità di stupirsi, crescere in armonia nel mondo che li contiene. Ecco che i bambini perdono la possibilità di stupirsi, la meraviglia di Aristotele e Platone svanisce in manuali pieni di motivi e ragioni.

Rispettare i ritmi del bambino, il suo bisogno di provare la bellezza delle sue scoperte seguendone i ritmi, che sono quelli dell’adulto, che corre tra compiti e cose da fare è un possibile inizio a questa educazione allo stupore. Molti bambini vivono un vero e proprio “blocco del desiderio” perchè togliamo loro il piacere della scoperta, dandogli tutto per scontato, soddisfacendo i loro bisogni prima ancora che loro possano averli vissuti come tali. Non avere desiderio delle cose toglie il piacere di guadagnarsele e di goderne, ma anche di averne rispetto e cura. I bambini sono spesso dispersi in un mondo pieno di risposte senza la possibilità di fare domande, non hanno attrazione perchè perdono il senso della bellezza, rinchiusa nei libri e nei testi su cui gli adulti si basano per crescerli, i bambini fanno fatica a scoprire la loro bellezza, quella che nasce dallo stupore della vita che nasce, dei giochi inventati, della natura che si scopre standoci dentro, esprimendola e imparando i propri bisogni reali.

Il recupero di una sensibilità bambina, capace di farci coinvolgere dal mondo, dalla meraviglia delle piccole come delle grandi cose, il senso della sorpresa che prende il fisico e la mente, in una esperienza intensa che può concretizzarsi in stupore per tanto di quanto siamo abituati a guardare senza vederlo. Riprenderci o anche solo rivitalizzare questi aspetti può essere molto utile e portarci a trovare e costruire il nostro mondo e la sua peculiare bellezza. Leggere le spiegazioni senza provare nulla sulla pelle è una soluzione facile ma che impoverisce molto le nostre storie. Dalla prima sensazione di scoperta, parte il desiderio di conoscere oltre, la spinta al cambiamento, la ricerca della propria storia e lo spazio perchè i bambini costruiscano la loro. Commuovendoci per quanto è intorno a noi, possiamo spingerci a muovere il nostro vivere in avanti.

 

Pollicino:  Adulti e bambini in un mondo organizzato che fatica a stupirsi

L’Orco : Dare tutto per scontato

L’arma segreta : La libertà di sperimentare la bellezza dello stupore

 

 

Marzia Cikada
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