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I colori dell’Amore – La coppia tra pregiudizi e aggettivi – Pollicino era un grande
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I colori dell’Amore – La coppia tra pregiudizi e aggettivi

La Bibbia contiene sei ammonimenti agli omosessuali e 362 ammonimenti agli eterosessuali. Ciò non significa che Dio non ama gli eterosessuali. È solo che hanno bisogno di più controllo.
Lynn Lavner, Butch Fatale, 1992
 
 

Quanta strada abbiamo fatta in questi anni rispetto ai diritti degli omosessuali? Poca, molta? Da cosa possiamo comprendere di non aver più bisogno di parlarne? Dal tempo che ci mette un omosessuale a raccontare la sua sessualità senza arrossire o temere imbarazzo davanti alle persone care o da quanto passa, arrivato in un nuovo gruppo, prima che si senta a suo agio a parlare di sé. E’ questa la misura che segna quanto ci stiamo riuscendo. Saremo veramente fuori dal bisogno di parlarne solo quando i bambini non andranno educati due volte, la prima quando, a contatto con il mondo degli adulti perdono, li aiutiamo a perdere,  la naturale accettazione dell’amore di ogni colore e sesso esso sia, la seconda quando si cerca di insegnargli a fare marcia indietro e di tornare a ciò da cui li si è allontanati.

Depatologizzata con il tempo, uscita dal DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) nel 1973, dopo esser stata definita un  disturbo sociopatico di personalità e poi una perversione, l’omosessualità non è però semplicemente uscita dalla categoria mentale “anormalità” per molti. Studiosi, professionisti, famiglie vivono ancora l’omosessualità con imbarazzo, la ritengono un problema, peggio una malattia e di conseguenza, attribuiscono a chi ne sia “affetto” minor valore e minore dignità.  C’è ancora chi pensa che l’omosessuale vada “riparato” secondo le infelici teorie di Joseph Nicolosi ( autore di testi degli anni 90 dove si parlava di prevenzione dell’omosessualità e di una terapia riparativa per i malati del caso), benchè lo stesso, con il passare del tempo e la sempre minore accoglienza da parte della comunità scientifica e non solo, abbia in parte fatto retromarcia.

La coppia omosessuale ancora oggi spesso non trova il rispetto che si deve a chi ogni giorno fa fatica a stare insieme, a comprendersi, mettersi d’accordo, trovare come crescere in due, con la dedizione e le energie di ogni coppia che vuole resistere ai cambiamenti del tempo e alle richieste della vita.

Molte storie omosessuali diventano storie di serie B, a cui guardare con sospetto, d’altronde il pregiudizio lo sa, gli omosessuali sono più facilmente infedeli..sono narcisisti, non possono essere paragonabili….Ma, appunto, sono solo pregiudizi e nella sostanza, le coppie sono coppie. Soffrono, gioiscono, godono e sognano da coppia.

Ma il rispetto, quando non è concesso naturalmente, come sarebbe bene, va guadagnato, nell’opinione pubblica, nei bar, nelle famiglie come nei comitati scientifici, nelle Università e in certe stanze di terapie dove, in barba ad un articolo preciso del Codice Deontologico degli psicologi che prevede che  il terapeuta rispetti “la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità.” (art.4) si respira ancora aria di “malattia da riparare”.

In questi giorni il tema è stato più volte trattato. A Torino, nella giornata del 19 giugno si è presentato il libro “Linee guida per la consulenza psicologica con persone lesbiche, gay, bisessuali” (2014,Raffaello Cortina Editore) scritto da Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista e Nicola Nardelli, psicologo e psicoterapeuta. Un testo che ha come obiettivo fornire a psicologi e psicoterapeuti, nonchè professionisti del campo, una base comune per affrontare senza pregiudizi l’incontro con lesbiche, gay, bisessuali e delle loro famiglie, avendo ben chiaro che prima del loro orientamento sessuale si tratta di persone con bisogni e desideri.

L’obiettivo di queste Linee guida è quello di fornire agli psicologi, agli psicoterapeuti e a tutti i professionisti della salute mentale gli strumenti di base affinché siano in grado di riconoscere e affrontare senza pregiudizi i molti temi che possono riguardare la vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali e delle loro famiglie. Il volume, frutto di un’accurata analisi della letteratura scientifica unita a un’attenta riflessione clinica, si divide in tre parti:
1) un excursus storico sul processo di “depatologizzazione dell’omosessualità” con accenni ai danni delle cosiddette “terapie riparative” e una sintesi delle Linee guida redatte da alcune tra le principali associazioni internazionali di professionisti della salute mentale;
2) le Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay e bisessuali, che consistono in una discussione teorica e clinica, accompagnata da vignette esemplificative, dei principali temi che possono favorire un ascolto competente e libero da pregiudizi e sono seguite da un glossario di definizioni;
3) quattro appendici: a) il documento con cui, nel 1973, l’omosessualità è stata eliminata dal DSM; b) il comunicato della Pan American Health Organization che bandisce le cure per “una malattia che non esiste”; c) il documento “L’omosessualità non è una malattia da curare” redatto da autorevoli rappresentanti del mondo accademico e professionale italiano; d) la risoluzione dell’American Psychological Association sui tentativi di modificare l’orientamento sessuale. – See more at: http://www.raffaellocortina.it/linee-guida-per-la-consulenza-psicologica-con-persone-lesbiche-gay-bisessuali#sthash.OZsL6efQ.d

Molto spesso, la discussione sulle coppie omosessuali si ferma al tema della generatività, è possibile che siano bravi genitori? E’ un bene per un bambino crescere in una coppia di due mamme o due papà? Ne abbiamo parlato diverse volte nelle pagine di Pollicino e sono molti gli studiosi che pongono l’accento su questo aspetto per definire i limiti del “valore” della coppia omosessuale.  E’ ancora Vittorio Lingiardi, questa volta con un articolo su “Psicologia Contemporanea” n.244 ad affrontare il “valore” delle coppie omosessuali presentando riflessioni sul tema (“La Bilancia dell’Amore”) dove, presentando ricerche e testi inerenti, condendole con frutto di anni di lavoro, si finisce con il definire buono il buon genitore. E un buon genitore non ha sesso, ma si nutre di attenzione, maturità, capacità di integrazione, di ascolto, di generosità, di spazio da condividere, dove accogliere, far crescere e lasciare poi andare. Può essere una descrizione solo etero? O solo omosessuale? 

Nell’articolo citato, Lingiardi riporta quanto già affermato dallAmerican Psychoanalytic Association (APA) rispetto al fatto che “l’interesse del bambino è sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti e capaci di cure…” verrebbe da dire che tutto il resto è ridurre. Togliere a storie piene di significati, diversi gli uni dagli altri, il gusto della loro essenziale unicità, nelle risorse come nelle difficoltà. La coppia omosessuale, la coppia eterosessuale, la coppia trans, sono moltissimi e variegati gli aggettivi che possiamo mettere vicino alla parola coppia. La domanda è se ne abbiamo veramente bisogno. Se ne ha veramente bisogno la coppia. Non sarà invece la nostra intima paura di quanto non sia esattamente come noi? Quando ci trinceriamo dietro la paura del diverso, non siamo anche noi legati al bisogno dell’uguale? Al di là di ogni aggettivo, la famiglia che ci piace e per cui dovremmo lottare dovrebbe essere solo e unicamente quella serena. Quale che sia il suo colore lasciamolo decidere a chi l’abiterà.

Pollicino: La coppia omosessuale alle prese con la serie B
L’Orco : Il pregiudizio, lo stereotipo e le paure ancora vive
L’arma segreta :   Imparare a non dis-educare i bambini perchè possano godere del loro naturale senso del giusto, affinché si possa crescere bene in ogni coppia, al di là degli aggettivi.
 
Marzia Cikada

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