Top
Adolescenti, Obesità e Web Serie – Pollicino era un grande
fade
1608
post-template-default,single,single-post,postid-1608,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Adolescenti, Obesità e Web Serie

“Il sovrappeso e l’obesità sono patologie nuove e contemporanee, frutto del benessere ma anche della disattenzione familiare, e che evidenziano un male di vivere dietro l’apparente opulenza e floridità del corpo grasso”
Stefano Pozzuoli
 

L’obesità è un problema. Sfuggente come il profilo di chi lo vive, non è infatti possibile definire con certezza un percorso, familiare e personale che porta alla manifestazione dell’obesità,  ma certamente presente sempre più massicciamente. Si tratta di una delle malattia dell’abbondanza, un problema con cui bisogna confrontarsi a tutte le età, bambini obesi, adolescenti obesi e adulti obesi aumentano in continuazione, troppo. E non possiamo parlare di sole cause genetiche.

Un nome che viene difficile non fare in tema di Obesità e patologia del comportamento alimentare è quello di Hilde Bruch. Dai suoi studi decennali, nel 1973 scriveva il testo “Patologia del comportamento alimentare: obesità, anoressia mentale e personalità”. Quello che sembrava rivelarsi sulle cause dell’obesità era una origine sociogenetica dove non si trovavano anomalie psicologiche, la presenza di un evento scatenante in persone che diventavano obese dopo un periodo normopeso, eventi segnalati dall’autrice come traumi legati a interventi chirurgici, nascita di un fratellino, entrata a scuola, separazione dei genitori o allontanamento da loro per un lungo periodo. A seguire, la Bruch parlava di persone che avevano trovato nell’obesità la risposta, già nella prima infanzia, a problemi di natura psicologica. L’obesità compensa una mancanza vissuta come eccessivamente dolorosa.

Ma se questi erano i risultati di ricerche e osservazioni fatte negli anni 70, oggi li problema sembra ancor più forte. Nasce la parola Globesity che, cito il mio post del 18/11/2011,  “è un termine nuovo, violento ma chiarissimo, coniato dalla OMS ( Organizzazione Mondiale della Sanità) per definire l’epidemia di obesità di questi anni. Obesità Globale. Perchè è di una vera epidemia che si parla, milioni di persone con numerosi chili di troppo, spesso non presi in considerazione con la dovuta attenzione, adulti e bambini che ostentano, incompresi, difficoltà interne che si trasformano in chili di troppo.” Il problema interessa moltissimo i giovani e l’adolescenza, momento in cui il tema del corpo è centrale in molti aspetti, si trasforma in un periodo critico per questo problema. Il cibo diventa arma di conflitto con la famiglia, il corpo racconta le difficoltà che i ragazzi si trovano ad affrontare senza sentirsi abbastanza pronti.

Mangiare diventa un modo per placare paure e sofferenze e solo lavorando, con una serie di professionisti, per liberarsene aiuta i ragazzi a vincere non solo il peso eccessivo ma la propria paura di vivere, creando una nuova immagine di sé. Nel testo, dedicato più alle donne, della terapeuta tedesca R. Gockel, “Donne che mangiano troppo” (Feltrinelli) l’attenzione si focalizza sui meccanismi psicologici alla base dei comportamenti alimentari a rischio e illustra come si possano superare. Scrive l’autrice “La donna grassa, obesa, si isola fisicamente grazie alla sua barriera protettiva, dato che non riesce a farlo a livello psichico.” Non è difficile portare questa frase nel mondo degli adolescenti.

Le cause non sono quasi mai la sola cattiva nutrizione o determinate variabili fisiologiche. I ragazzi parlano attraverso il cibo,  il loro mangiucchiare continuamente diventa strumento per aggredirsi o punire se stessi ma anche per prendersi lo spazio negato, il loro è un messaggio allargato, alla famiglia come alla comunità. Conoscendo le storie familiari degli adolescenti obesi spesso ne escono storie di familiarità all’obesità, storie dove il cibo significa qualcosa così come il peso e il pesare, storie dove la preoccupazione passa per il cibo e mangiare “poco” ( o giusto) sembra un segnale di qualcosa che non va, che va affrontato e risolto!

Inoltre lo stile di vita di molti ragazzi è sedentario, non solo perchè non si fa sport, ma anche perché le stesse abitudini familiari portano alla pigrizia, abuso di mezzi di trasporto anche quando sarebbe possibile una passeggiata, ascensore sempre, macchina piuttosto che far due passi. In queste famiglie, le dinamiche hanno spesso insegnato a colmare con il cibo le domande di attenzione sin da piccoli (Piange = Ha fame) mentre la richiesta poteva essere di ben altra natura (rassicurazione, sonno, bisogno di contatto, un dolore fisico). Sono storie di emozioni che non vengono riconosciute e ascoltate e portano tutte alla stessa risposta: il cibo. Ma quando la fame è d’altro, chiaramente non passerà facilmente.

In questo complesso scenario, diventa necessario non solo lavorare su programmi di prevenzione o di buone prassi alimentari, includendo anche le famiglie, ma occorre che ci sia una vera e propria educazione al cibo così come a portare in un piano affrontabile disagi e conflitti. Perchè essere obesi  o anche solo sentirsi obesi porta malessere, allontana dagli altri e, tra i giovani, può essere fonte di discriminazione. Gli ideali di bellezza preconfezionati con cui crescono gli adolescenti sono troppo facilmente limitati a stereotipi propri della cultura dell’immagine vigente, questo, come un circolo vizioso, fa sentire ancora peggio le persone sovrappeso, aumentando il loro disagio che viene poi riversato sul mangiare e allo stesso tempo, porta il gruppo dei pari ad allontanare chi non risponde a canoni superficiali ma rassicuranti per il loro desiderio di sentirsi ok. Educare i ragazzi a non discriminare e a non farsi discriminare significa aprire le stesse possibilità del pensiero e arricchire il loro essere nel mondo, ragionando insieme su quanto sia povero il modo di giudicare e costruire relazioni troppo spesso messo in atto.

Una idea interessante è quella venuta a Erreics, associazione giovane del territorio torinese, tutta al femminile, che si occupa, tra le altre cose, anche di discriminazione, adolescenti e comunicazione. Prendendo il modello Web serie come riferimento e rendendolo il più possibile interattivo (si può cioè scegliere, passo per passo, cosa far fare al protagonista della storia), scegliendo proprio i ragazzi di una scuola come protagonisti, si è usato questo contenitore proprio per affrontare il tema dell’obesità negli adolescenti. Ne è nata “Fatti più in là” (della web serie si parla anche qui). Sebbene potrebbe sembrare a tratti troppo “facile” per come il tutto si risolve, resta un bel progetto audiovisivo che parla e comunica in maniera diretta ai ragazzi, usando modi e linguaggi a loro vicini e proponendo dinamiche semplici e presenti nella vita di tutti i giorni. Dispiace, invero, non vedere su un tema così psicologico, come i problemi sulle condotte alimentari, insieme ad altri professionisti, anche il nome di un collega ma resta comunque un buon modo per iniziare a parlare dell’obesità e di quello che, in termini di discriminazione e sofferenza, vi gira intono.

Pregio del videogame, se possiamo chiamarlo così, è entrare nelle azioni e piccole scelte che si fanno faticose giorno dopo giorno, perchè sono quelle le scelte che prendono a significare moltissimo per gli adolescenti e ancora di più per i ragazzi che non si vivano, o non fanno vivere, “come gli altri”, in questo caso per il sentirsi meno perchè di pesa di più. La voglia di educare i giovani cliccatori del video è pulita e al momento sembra che i visitatori non manchino. Certo il video sarebbe bello fosse un apripista per azioni ben definite di educazione e ascolto, ma affrontare il tema facendo parlare direttamente i ragazzi con i ragazzi è comunque un buon modo.

Pollicino:  Adolescenti obesi crescono
 
L’Orco : L’Obesità e la mancanza di una nuova educazione alimentare-emotiva per ragazzi e famiglie
 
L’arma segreta :  Comunicare, affrontare, trovare nuovi modi di colmare la fame dei ragazzi
 
Marzia Cikada
Commenti

Rispondi