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Stress sotto l'Albero! E Buon Natale a Tutti!! – Pollicino era un grande
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Stress sotto l'Albero! E Buon Natale a Tutti!!

Senza i regali, Natale non sarebbe Natale.
Louisa May Alcott
 

Ancora un Natale. L’atmosfera, le luci, i regali sotto l’albero, immaginare la sorpresa, l’entusiasmo dei bambini, raccontare storie di quando era un Natale diverso, il pranzo pensato per settimane. Natale è uno stato d’animo, una possibilità di dare senso ad una giornata libera da impegni lavorativi, da agende colme di impegni, da appuntamenti inderogabili. Eppure sempre più spesso il Natale diventa sintomo di ansia, fatica, ricerca affannata del primo regalo buono, una spesa economica altissima per doni da catalogo che spesso dureranno il tempo di scartarli, perdita di energie alla ricerca del molto da incartare finché rimane poco da vivere. Cosa accade nelle famiglie di questi tempi?

Più di tutto è l’ansia che decora tanti alberi. Come mai? Da una parte la necessità di far vedere che “tutto va bene”, comprando regali nonostante non si potrebbe, con la crisi economica che attanaglia molte famiglie. Il bisogno di rendere l’apparenza appagante e di “reggere” il peso del confronto con parenti spesso non partecipi della quotidianità finisce con il diventare un fardello impegnativo per molte persone. Infatti, l’incontro con la famiglia classico del Natale, si trasforma in una occasione fortemente stressante, un banco di prova dove si verrà giudicati, dove la tensione e lo stress la faranno da padrone insieme alle lenticchie.  Negli ultimi anni, questo malessere ha preso i contorni di una vera e propria “depressione di Natale” ( holidays depression), un fenomeno degno di nota, studiato da professionisti, come accade nel Good Samaritan Hospital di Los Angeles.

Si è notata una correlazione tra il periodo Natale/Capodanno e un picco di stress psicofisico dovuto agli eccessi del periodo ( alimentazione, alcol, poco sonno etc) ma anche ai notevoli stimoli emotivi che mettono le persone in stato di allarme, facendo scattare i loro lati più fragili e vulnerabili.Stare in famiglia sembra davvero in troppi casi un impegno doloroso capace di impattare con la routine in maniera eccessiva, specie se si accetta come in “dovere” quello di apparire costretti ad essere felici. Il fatto che poi che il Natale sia nel periodo invernale, verso la fine dell’anno, porta moltissime persone a fare i conti con quello che si è fatto nei mesi precedenti, finendo con il tirare le somme su accadimenti, professionali e personali, che potrebbero non essere all’altezza delle aspettative della persona, provando una sensazione di tristezza e malessere.

Eppure le feste si riempiono di quanto noi ci mettiamo dentro. Bisognerebbe dare al Natale un significato personale, eventualmente creando dei rituali attui a rassicurarci e non a metterci a disagio. Spesso il peso che non riusciamo a sostenere, non è la pressione fatta dalla famiglia, ma quello delle nostre aspettative che sono state deluse. Se la reazione, solitamente, è quella di odiare il Natale, forse la riflessione dovrebbe essere personale, cosa noi mettiamo dentro questa festa per rendercela così odiosa? Davvero è tutta colpa dell’Albero e delle Luci o stiamo chiedendo a noi stessi di portare un passo che non ci appartiene, di rispondere a domande che non sono in linea con la nostra vita?

Molti si arrendono e si nascondono alle feste, piuttosto che partecipare a giornate per loro piene di fatica e sofferenza, si ritirano, non prendono parte alle cene, ai pranzi, non si lasciano andare allo scambio dei sorrisi e all’atmosfera natalizia perché non si sentono all’altezza, preferiscono non rispondere alle domande e, piuttosto che fare regali spesso inutili e solo per dovere, finiscono con l’evitare tutto. Ma tutto è molto di più che la semplice giostra dei regali e delle cene in famiglia. Anche in questo caso ritirarsi ed evitare non sono sempre la soluzione giusta. Cambiamo prospettiva e tentiamo di vedere nelle feste delle occasioni. Possibilità di godere di tempo maggiormente libero, se previsto dal proprio lavoro o status, di un ritmo meno tiranno e frettoloso che permetta di riprendere qualche passione messa da parte, un libro o una passeggiata ( non di lavoro però), cercando di non scatenare litigi in famiglia, ma solo di accogliere la vicinanza degli altri, tentando di vedere il piacevole dell’incontro che pure accade in queste occasioni.

Altro tasto dolente sono spesso i regali. Sotto la pressione della pubblicità e non solo, si finisce con il vivere con stress anche il piacere del dono, trasformando un gesto carico di affettività in una prassi necessaria. Specie i bambini subiscono spesso una tale valanga di giochi e regali da perdere anche il gusto della sorpresa.  Meglio meno pacchi, perché possano vivere come piacere il singolo pensiero, meglio poi se, alcuni giochi permettano di sviluppare la loro creatività, scegliendoli a seconda dell’età tra quelli più adatti, senza cedere solo al richiamo dell’ultimo spot.

Donare ha un significato, semplice e importante che ha a che fare con la relazione, con il dimostrare l’affetto comunicandolo con un gesto, “io ti do”, non inquiniamolo troppo con “si deve fare” quando potrebbe essere invece un momento reale di interessamento all’altro e non necessariamente di spese pazze, specie in questi anni di atmosfera pesante nei portafogli. Regaliamo e regaliamoci il tempo di stare insieme, di fare cose piacevoli, un dono piccolo ma personale sarà accolto con piacere, specie dai più piccoli, senza bisogno di affaticarsi economicamente. Le festa possono trasformarsi, si possono creare nuovi modi di celebrare non solo lo spirito religioso, per chi dovesse vivere il Natale da quel punto di vista, ma anche lo spirito di appartenenza ad una comunità, ad una relazione, ad una famiglia.

Rilassiamoci e proviamo a vivere queste giornate nel migliore dei modi possibili, senza dimenticare che, in fondo, sono solo una decina di giorni e poi la rassicurante routine, con le sue scadenze e la sua cadenza temporale, riporterà tutto alla nostra “normalità” e che lo stress che si vive in questi giorni finirà con l’ultimo addobbo rimesso nella sua scatola fino al prossimo anno. D’altronde, il Natale va cercato ognuno a proprio modo, per questo è possibile trovarlo in posti sempre diversi. Se non c’è un po’ di Natale in nessun angolo della nostra storia, difficilmente lo si troverà sotto l’albero. Ma questo non ci impedirà di poterne “inventare” uno nuovo, tutto per noi. Con questo augurio questo Blog augura buone giornate di festa.

Sperando che ognuno trovi il suo Natale,

 Pollicino augura Buone Feste a tutti i suoi piccoli, grandi lettori!!

Marzia Cikada
Commenti
  • marisamoles

    A me non stressano le feste in famiglia, anzi, io me le godo anche perché, non vivendo nella stessa città dei miei parenti, è un’occasione per vedersi. Non mi stressano nemmeno i regali anche se è vero che li percepiamo come un obbligo. Però a me fare i regali piace molto di più che riceverli. Quest’anno ho seguito letteralmente il detto “basta il pensiero” e ho speso pochissimo però acquistando tante cose belle e utili.
    Il mio stress, purtroppo, è causato dalla quantità enorme di compiti che devo correggere in due settimane. Non ce la farò mai. 🙁

    Cara Marzia, ti auguro di passare un sereno Natale con le persone che ami.

    Un abbraccio.

    23 dicembre 2013 at 20:02 Rispondi

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