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Psicologi all'urne! Referendum 2013 – Pollicino era un grande
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Psicologi all'urne! Referendum 2013

Ormai tutta la città ne parla. Siamo tutti pronti. Si vota.

Ma siamo sicuri che tutti sappiano tutto o almeno una buona parte?

E allora un breve, brevissimo promemoria in tre punti per fare il proprio dovere di psicologi.

UNO. La categoria professionale degli psicologi ha un codice deontologico da seguire steso per la prima volta nel 1998. In queste settimane tutti gli iscritti sono chiamati a votare dal CNOP, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi tramite un referendum senza Quorum. Quindi vince chi ha più voti e basta.

DUE. Si vota per il cambio di tre articoli del codice deontologico dello psicologo. Trattasi, nell’ordine degli articoli 1, 5 e 21. A seguire il testo com’è e come diventerà se viene accettata la modifica.

Art. 1 – REGOLE PER GLI ISCRITTI.  Ora lo trovate così:

Le regole del presente Codice Deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi. Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza, e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare.

Si vorrebbe cambiarlo con una aggiunta :

 Le stesse regole si applicano anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico.

Art. 5 . FORMAZIONE CONTINUA. Ora lo trovate così:

 Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi nella propria disciplina specificatamente nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa, pertanto, solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza e, ove necessario, formale autorizzazione. Lo psicologo impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti ed i riferimenti scientifici, e non suscita, nelle attese del cliente e/o utente, aspettative infondate.

Si vorrebbe cambiarlo con una aggiunta :

Lo psicologo è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei quali opera. La violazione dell’obbligo di formazione continua, determina un illecito disciplinare che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale.

Art. 21 – FORMAZIONE ABUSIVA – Ora lo trovate così:

Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche.

Si vorrebbe cambiarlo in questo modo:

L’insegnamento dell’uso di strumenti e tecniche conoscitive e di intervento riservati alla professione di psicologo a persone estranee alla professione stessa costituisce violazione deontologica grave.
Costituisce aggravante avallare con la propria opera professionale attività ingannevoli o abusive concorrendo all’ attribuzione di qualifiche, attestati o inducendo a ritenersi autorizzati all’ esercizio di attività caratteristiche dello psicologo.
Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’ applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici.
È fatto salvo l’insegnamento di tali strumenti e tecniche agli studenti dei corsi di studio universitari in psicologia e ai tirocinanti. E’ altresì fatto salvo l’insegnamento di conoscenze psicologiche.

Io voterò sì perché mi sembra il modo più corretto per accogliere quanto per altro è una norma dello Stato e per allontanare la possibilità che si abusi delle competenze e della nostra figura professionale, ma, per par condicio, mi sembra importante dare attenta lettura all’articolo che avvalora la scelta del SI (Federico Zanon, AltraPsicologia) e ad una serie di slides che parlano  il peso del NO ( Sipap) e prendere parte al dibattito o scegliere, semplicemente, cosa si ritiene meglio per la propria categoria professionale.

TRE. Come si vota? Si attende che il CNOP invii a casa il materiale, kit elettorale, per esercitare il proprio diritto di voto. Si compilerà il prestampato, lo si infilerà nella busta fornita e lo si spedirà per posta. Il voto sarà ritenuto valido se giunto al Consiglio Nazionale a Roma entro le 12.00 del giorno 28 giugno 2013.

Buon Referendum
Marzia Cikada
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