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Finchè APP non vi separi! – Pollicino era un grande
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Finchè APP non vi separi!

È davvero raro che ci si lasci in buon accordo, perché se si fosse in buon accordo, non ci si lascerebbe.
Marcel Proust

Lasciarsi è una delle sofferenze più grandi che si possa vivere. Tra i peggiori eventi stressanti conosciuti, come risultava anche dalla ricerca e successivo test di Holmes e Rahe, un vero e proprio lutto che coinvolge la persona nella sua interezza, scuotendo le radici delle proprie convinzioni, confondendone i sentimenti, lasciando uno spaventoso vuoto e spesso una impetuosa rabbia, pari soltanto al sentimento amoroso provato ( o che si riteneva di provare) verso l’altro che ha ferito, ha lasciato, ha tradito o si è fatto lasciare senza combattere quanto si sarebbe voluto. Se poi la coppia che si lascia ha figli, le cose sono anche peggiori. Perchè i figli, può capitare che perdano, agli occhi di chi sta soffrendo, il loro inestimabile valore di creature in se e diventino armi di offesa da puntare contro chi merita di essere colpito almeno quanto ci si sente feriti. E in questo mare moto, è facile che i figli si diano le colpe di tutto, attivino comportamenti disfunzionali, siano confusi dalla poca chiarezza con cui spesso gli viene presentata la nuova situazione. Una vera e propria guerra che non fa prigionieri, impedisce di andare avanti e compromette il benessere dei figli, che si scoprono invisibili tra adulti incapaci di proteggerli, purtroppo anche quando ripetono a se stessi che lo stanno facendo.

Per questo il percorso della separazione e del divorzio, laddove non sia possibile utilizzare il buon senso e la civiltà, sembrerebbe sempre necessitare non tanto e non solo di avvocati bensì di professionisti di altro genere, mediatori familiari, psicologi, terapeuti in grado di aiutare a non trasformare il dolore della fine di un rapporto in una guerra senza fine, permettendo a tutti, ex e figli, di riprendere con una nuova soddisfacente esistenza.

E se non fossero solo i professionisti a poter aiutare gli ex coniugi? Se ci fosse un modo tecnologico per placare il dolore, per migliorare le cose e organizzare la nuova vita, quella del dopo separazione, segnata da incontri cadenzati con i figli, gli avvocati, tutti i piccoli impegni di una separazione?

La domanda è retorica. La risposta tecnologica c’è. Bisogna solo decidere se piace o meno. Al momento viene utilizzata in Usa e UK, sotto consiglio di legali e giudici. Si tratta di applicazioni ( si intende per App, un piccolo leggero software per Smartphone, palmari etc ) che si rivolgono al mondo dei separati, pensate per gestire le quotidiane incombenze e per aiutare i figli a vivere meglio possibile la nuova situazione familiare. Così la tecnologia ha pensato di fare da coadiuvante in questo momento delicato per la coppia, ormai non più tale. Siamo di fronte ad una nuova mediazione, tecnologica, affidata a Skype, all’ I-Phone o ad Android. Agende condivise, email, promemoria che permettano di comunicare senza sottoporsi alla fatica di incontrarsi, evitando lo scontro. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, diceva un vecchio adagio. Quindi, il muro invisibile creato dalla rete, sarebbe quello che permette alla comunicazione di passare ( con frasi stringate, semplici, senza condimenti emotivi. Es. “16.30, giovedì, prendere i bambini dal doposcuola.) senza lasciarsi andare a comunicazioni rabbiose o scortesi, senza far arrivare anche solo la voce dell’ex, capace anche solo con l’inflessione del tono di trasformare in peggio il tutto. Un enorme filtro tecnologico che crei la distanza adatta a rispettare gli impegni presi con il giudice  per la custodia e il benessere dei figli, salvaguardando la riuscita del patto senza dover affrontare la fisicità ( e quanto questa innesca) dell’altro genitore.  Ne parla Tiziano Toniutti sulla Repubblica dello scorso 28 novembre, in un articolo corredato delle foto della varie e più “famose” App.

E la valenza psicologica di questa innovazione? Chiaramente, la variabile essere umano è notevole. Non basta scaricare l’App per diventare genitori separati modello, in tante occasioni, rivolgersi ad uno specialista in carne ed ossa con cui elaborare le  emozioni che scaturiscono anche dalla gestione della separazione (e successivamente dalla creazione di una nuova famiglia) è auspicabile. In primis per gli ex in questione. Certamente siamo di fronte ad uno strumento efficace ed utile, ma pur sempre uno strumento. Finchè non esisterà l’app in grado di elaborare le emozioni e trovare nuovi equilibri o anche solo che sia in grado di comunicare nel modo giusto la separazione ai figli, l’uomo, a dispetto della macchina, avrà ancora un asso nella manica da giocare per il suo benessere, se stesso.

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Marzia Cikada
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