Top
Se prima eravamo in due….. Le fantasie sessuali e la coppia – Pollicino era un grande
fade
381
post-template-default,single,single-post,postid-381,single-format-standard,eltd-core-1.1,flow-ver-1.3.5,,eltd-smooth-page-transitions,ajax,eltd-grid-1300,eltd-blog-installed,page-template-blog-standard,eltd-header-vertical,eltd-sticky-header-on-scroll-up,eltd-default-mobile-header,eltd-sticky-up-mobile-header,eltd-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0,vc_responsive

Se prima eravamo in due….. Le fantasie sessuali e la coppia

È sporco il sesso? Certo, ma solo se è fatto bene.

Woody Allen

Il sesso. Questa fantastica manifestazione delle emozioni e delle paure dell’essere umano. Palcoscenico privilegiato per mettere in scena le proprie debolezze e i propri desideri. Il sesso è parte integrante della vita, non solo nel rapporto sessuale, ma in tutte le implicazioni che la sessualità contiene in se stessa.  Insieme abbiamo il desiderio, motore di molte azioni e emozioni, spesso rappresentante e motivo di errore, spesso vessillo per cui  combattere e giustificare, spesso emozione e debolezza mal interpretata. Ma parlando di coppie? E’ possibile tracciare la linea della normalità in maniera netta e ben definita? O non è forse la coppia, entità ben diversa dalla semplice somma dei due, a decidere la linea di demarcazione tra la propria normalità e quanto invece non fa per lei? Il sesso spaventa e così i proprio desideri, come diceva Oscar Wilde, facciamo attenzione a quello che desideriamo, potrebbe avversarsi. Eppure il sesso, oltre che piacevole, muove ricerche e pensieri negli scienziati da moltissimi anni. Nel testo di Eldregdge Niles ” Perchè lo facciamo” cerca di darne una visione al di là della teoria del Gene Egoista che spingerebbe l’essere umano al sesso per poter in qualche modo diffondere il proprio gene, introducendo variabili non solo collegate alla riproduzione. E infatti, oggi, non si fa sesso solo per la riproduzione, anzi. Spesso si fa sesso per quello che questo muove nella nostra testa, nelle nostre emozioni, per gli innumerevoli significati che questo ha per noi e per la nostra storia. Come scriveva nel 1973 Erica Jong  ” Il sesso è tutto nella testa. Battiti del polso e secrezioni non hanno niente a che fare col sesso. È per questo che tutti i best-seller sul sesso non valgono un cazzo. Insegnano alla gente a scopare con i genitali, non con la testa.” 

Detto questo. La coppia è in crisi, spesso, proprio a letto. Il campanello d’allarme di tante difficoltà altre, suona tra le lenzuola e inizia spesso con la mancanza del desiderio, svolgendo il ruolo di cartina tornasole del bel o cattivo tempo all’interno della coppia, portavoce di quello che va o non va, anche per problemi che, alla fine, non sono di natura squisitamente sessuale.

Ma prima di ragionare su cosa non va, al primo calo di desiderio, si scatena il gioco delle fantasie sessuali, gradite sempre, nella normale attività di coppia, diventano protagoniste quando ci siano dei problemi. Giochi erotici, scambi di coppia, sesso a tre, locali specializzati, film, tutto diventa arma per risvegliare il desiderio sopito, per allettare il compagno, per ritrovare equilibrio. La fantasia è sana, ma bisogna far sempre attenzione a cosa viene appagato quando le mettiamo in circolo, a come davvero il partner risponde, se per assecondarci o con la complicità del compagno di giochi che davvero si diverte con noi.

Dalla rivoluzione sessuale, seppur lentamente, i ruoli sono cambiati, ci si è maggiormente aperti ad un mondo sessuale anche femminile che coltivasse il suo piacere e non solo l’aspetto procreativo del rapporto. Ma facciamo attenzione a scambiare per apertura e libertà, una perdita di significato. Se l’incontro di due persone attratte reciprocamente e intenzionate a diventare coppia è sempre foriero di sorprese, quando si entra in camera da letto sono molte le varibiali che incidono sulla riuscita e sulla soddisfazione di questo incontro.

Di questi anni un fantasma ha preso ad aggirarsi tra le coppie e nelle stanze di terapia. Quello delle perversioni  soft, leggere, come lo scambismo o il  sesso a tre,o in gruppo, pratiche di tradimento condiviso, accettato per evitare che il desiderio muoia in camera da letto.

Per esempio, è molto in “voga” lo scambio di coppie. Si tratta di condividere con il partner, un gioco erotico per cui una diversa coppia viene introdotta, si accetta che si faccia sesso con altri, non è tradimento perchè c’è nell’atto consensualità, complicità nel sapere che entrambi si è in un gioco sessuale, definito da regole scelte insieme e con l’obiettivo di alimentare il desiderio nella coppia. Una vera e propria tattica per evitare il terrore della routine, del quotidiano, per dare una sferzata di energie alla coppia. Lo scambismo ha ormai luoghi, codici, riti ben chiari e condivisi. In Italia non è difficile trovare dove incontrarsi, basta cercare su internet, essendo ormai una pratica diffusa,  per scappare alla noia, sarà facile trovare contesti particolari (club privè, locali specifici, luoghi compiacenti, parcheggi, case private) dove vivere queste esperienze. Si parla ormai di car sex/car parking sex e di contano quasi 1400 aree in Italia dove uomini e donne scendono e salgono su altrui macchine. Nel sesso giocato, entrano molte variabili, si perdono molte inibizioni costruite dalla sessualità di coppia, si mitigano le paure di omosessualità nelle coppie etero, accettando magari il sesso di gruppo, si può assecondare il proprio desiderio di guardare o essere guardati, ci si lascia andare al proprio narcisismo. Infatti, specie lo scambista, è narcisisticamente preso dai suoi impulsi, il vedere e accogliere l’altro, che dovrebbe essere oggetto d’amore, diventa difficile man mano che lo scambismo diventa abitudine esso stesso.

E cosa succede davvero nella coppia? La verità è che dipende fortemente dalla coppia, le singole storie possono raccontarci che si può vivere un momento in cui il gioco diventa terapeutico, mentre in altre occasioni, questo viene a rendere maggiormente complesso il problema nella coppia, allontanando, rendendo più fragili le patologie,  creando ferite. Non è facile, specie se si continua a lungo, uscendo dall’idea di “gioco” di qualche singolo episodio dove ci si mette alla prova, tenere a bada emozioni e gelosie, sensazioni di inadeguatezza. Finito il gusto per l’adulazione molto femminile, o quello di mostrare la propria partner per poterne rivendicare il possesso, più maschile, il “gioco erotico” diventa occasione per fermarsi a riflettere e occorre far attenzione alle proprie e altrui emozioni per evitare che diventi un gioco al massacro per la coppia, le cui insoddisfazioni potrebbero finire con il non spegnersi o peggio venire fomentate.

Non si tratta quindi di dire cosa sia o non sia normale. Bensì di non abusare della tolleranza culturale di cui si gode, per mascherare le proprie sofferenze a suon di festini e nuove gesta sessuali, investendo la libido, la propria energia sessuale in maniera non armonica con le proprie reali emozioni. Sovrastimando il potere dell’orgasmo a discapito del proprio bisogno di coppia, che passa attraverso le fantasie sessuali ma si nutre anche di intimità, piccoli gesti, complicità affettive.  Quindi non si vuole sacrificare la sessualità nel conformismo, ma si vuole far attenzione al proprio più intimo ed essenziale modo di manifestarla, cercando di tenere sempre acceso il dialogo interiore dove il sesso vive, si fa simbolo, ma non necessariamente chiede di divenire azione. Tutto poi viene passato al vaglio del benessere della coppia. Se la strategia dello scambio, del sesso di gruppo, della piccola perversione tra amici può riaccendere un desiderio sopito, sarà poi la coppia come entità composta e viva di una storia propria a dover scoprire cosa si cela dietro al suo malessere, curandosi della sua intimità e delle sue necessità emotive per evitare di perdersi in effimere soddisfazioni sessuali fini a se stesse.

Pollicino:  Le coppie

L’Orco :   La paura dell’abitudine 

L’arma segreta :  Riscoprire l’intimità

Marzia Cikada
Commenti

Rispondi