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Famiglie a QuattroZampe – Pollicino era un grande
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Famiglie a QuattroZampe

I cani amano gli amici e mordono i nemici, a differenza degli esseri umani, che sono incapaci di amore puro e confondono l’amore con l’odio nelle loro relazioni.
S. Freud 

Terapia con gli animaliCapita sovente che quando la famiglia si allarga, qualcuno debba andare via. Stiamo parlando di coppie con animali che decidono di liberarsi, anche non violentemente, del loro animale domestico perchè in attesa di un figlio, ritenendo l’arrivo di quest’ultimo a rischio allergie o malattie  per la presenza dell’amico a quattro zampe.

Da amante degli animali ho sempre provato tristezza, quando non rabbia, per queste prese di posizione, pur rispettando il dolore da cui a volte sono accompagnate. Sono convinta, infatti, che la presenza di un animale in famiglia possa invece essere veicolo di emozioni, sostegno nei momenti difficili, presenza nel dolore, educazione per i bambini e per gli stessi genitori.  Proprio una campagna pubblicitaria di questi giorni,  mostra un bambino intento a motivare il desiderio di un cane con la certezza che sia per lui modo di diventare più responsabile e grande. Per quanto riguarda i più piccoli, invece, abbiamo oggi una ricerca che sottolinea come avere in casa un cane o un gatto sia un aiuto per proteggere i bambini dalle allergie.

La notizia appare sulla Stampa di qualche mese fa ed è il risultato di una ricerca pubblicata su  “Clinical & Experimental Allergy”, una ricerca lunga 18 anni, che ha seguito la crescita di un 565 soggetti e rispettive famiglie, studiando prelievi di sangue e scoprendo che l’esposizione al pelo di animale, durante il primo anno di vita, quando cioè  si sviluppano determinati anticorpi contro le allergie, fa in modo che si corra la metà del rischio di contrarre allergie agli animali nel corso della crescita. Dato uguale per maschi e femmine.

Certamente uno stimolo contro l’abbandono degli animali e a favore del valore che un animale in casa possa esercitare per la crescita dei bambini.  Di Pet Therapy, cioè della terapia basata sul rapporto con un animale, si parla da qualche decennio, a partire più o meno dal 1960, quando uno psichiatra infantile notò i benefici che la compagnia di un animale aveva sui suoi piccoli pazienti. I risultati sono sempre innovativi. Quasi magici per la loro semplicità.

Avere un rapporto di cura e di coccole con un animale, aiuta. E aiuta seriamente. Sono moltissimi i centri di riabilitazione dove si lascia che sia il rapporto animale-uomo a fare da solo da medicina contro alcune ferite dell’anima, la solitudine,la depressione, gli stati ansiosi, la mancanza di regole e altro ancora,  con ottimi risultati sotto il profilo non solo comportamentale, ma anche fisico, cognitivo, squisitamente psicologico-emotivo. Tanto da averne fatta una terapia, o più propriamente una co-terapia accanto ad altre forme terapeutiche diverse a seconda dei casi, riconosciuta a livello internazionale. Anche se manca una specifica legislazione in merito nei confini italiani, ne è stato da anni riconosciuto l’impiego mirato all’interno di determinate patologie. Di certo ci sono sempre dei professionisti a rendere possibili e funzionali le diverse terapie, che siano basate sul rapporto con l’animale o che lo “utilizzino” come strumento vero e proprio, come nell’equitazione per persone disabili. In Italia sono diverse le associazioni che hanno personale specificatamente formato, una della maggiori è l’Associazione Italiana Pet Therapy che ha sede in Piemonte.  Ma la forza della PT è proprio nella unicità della relazione di cura e nel rapporto affettivo che il soggetto ( anziano, bambino, disabile, adulto) genera incontro dopo incontro, giorno dopo giorno, con l’animale.

Un sentimento puro, che supera le difficoltà che l’esemplare uomo può manifestare e che insegna l’accettazione passando per la compagnia e il gioco. Un farmaco da provare e con poche controindicazione, sempre però che si faccia attenzione a seguire delle regole di buon senso e ci si affidi ad un professionista nel caso di vere e proprie terapie. Per la vita quotidiana, invece, basta far visita ad un canile municipale per trovare un amico a quattro zampe da cui imparare molto, visto che, come scriveva l’autore americano Corey Ford, “meticolosamente addestrato l’uomo può diventare il miglior amico del cane“. 

 
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Marzia Cikada
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